Egitto, segni di chirurgia anticancro su un cranio di 4.000 anni fa

Mercoledì 29 Maggio 2024
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Un cranio datato tra il 2687 e il 2345 a.C., appartenente a un uomo di circa 30-35 anni, ha rivelato segni che potrebbero rappresentare la prima evidenza di chirurgia anticancro. Gli scienziati hanno osservato una grande lesione neoplastica e circa 30 metastasi nel cranio, insieme a segni di taglio probabilmente realizzati con uno strumento metallico. Questo suggerisce che gli antichi egizi potrebbero aver tentato interventi chirurgici per trattare il cancro. La scoperta, pubblicata su "Frontiers in Medicine", dimostra che gli antichi egizi avevano avanzate competenze mediche e forse esploravano trattamenti oncologici.

Antichi egizi e chirurgia: scoperti segni di interventi contro il cancro

«Quando abbiamo osservato per la prima volta i segni di taglio al microscopio non potevamo credere a ciò che avevamo di fronte», racconta Tatiana Tondini, ricercatrice dell'università di Tubinga e prima autrice dello studio in cui si fa un resoconto della scoperta. «Sembra che gli antichi egizi eseguissero una sorta di intervento chirurgico legato alla presenza di cellule cancerose, dimostrando che l'antica medicina egiziana conduceva anche trattamenti sperimentali o esplorazioni mediche in relazione al cancro», spiega il coautore Albert Isidro, oncologo chirurgo dell'ospedale universitario Sagrat Cor, specializzato in Egittologia. Dai testi antichi si sa che - per i loro tempi - gli antichi egizi erano eccezionalmente abili in medicina. Ad esempio sarebbero in grado di identificare, descrivere e curare malattie e lesioni traumatiche, costruire protesi, inserire otturazioni dentali. Altre condizioni, come il cancro, non potevano curarle, ma avrebbero potuto provarci.

Egitto, lo studio rivela tentativi di chirurgia oncologica su teschi di 4.000 anni fa

Cercando di esplorare i limiti dei trattamenti traumatologici e oncologici nell'antico Egitto, il team internazionale di scienziati ha studiato due teschi umani vecchi di migliaia di anni. Il secondo è il cranio E270, datato tra il 663 e il 343 a.C., appartenente a una donna di età superiore ai 50 anni. «Vediamo che, sebbene gli antichi egizi fossero in grado di affrontare complesse fratture craniche, il cancro era ancora una frontiera della conoscenza medica», osserva Tondini. «Questa scoperta è una prova unica di come l'antica medicina egiziana avrebbe cercato di affrontare o esplorare il cancro più di 4mila anni fa», aggiunge l'autore principale dello studio, Edgard Camarós, paleopatologo dell'università di Santiago de Compostela. «Questa è una nuova prospettiva straordinaria nella nostra comprensione della storia della medicina».
Ultimo aggiornamento: 15:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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