Dolore al torace, con Tac mirata meno esami inutili e -65% di infarti e morti

Mercoledì 24 Gennaio 2024
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Una ricerca clinica internazionale chiamata Precise, condotta dal Centro Cardiologico Monzino di Milano, ha dimostrato che l'uso selettivo della Tomografia Computerizzata (Tac) coronarica per valutare il cuore, integrata con un esame specifico sul flusso sanguigno nelle coronarie, può ridurre significativamente il rischio di morte e infarto nei pazienti con dolore toracico sospetto. Questo approccio diagnostico di precisione ha ottenuto risultati migliori rispetto all'approccio tradizionale, che coinvolge esami invasivi come la coronarografia. Dopo un anno dall'arruolamento dei pazienti, il gruppo sottoposto a procedure di precisione ha mostrato meno decessi, meno infarti e meno coronarografie rispetto al gruppo con approccio tradizionale. La Tac coronarica selettiva può ridurre il rischio del 65%, evitando esami invasivi inutili.

Tomografica coronarica, cosa pensano gli esperti

«Precise è uno degli studi più importanti per la gestione del dolore toracico e il rischio di infarto dell'ultimo decennio - afferma Gianluca Pontone, direttore del Dipartimento di Cardiologia perioperatoria e Imaging cardiovascolare del Monzino, principal investigator del trial per l'istituto meneghino - I suoi straordinari risultati erano già stati presentati al congresso dell'American Heart Association nell'aprile 2022 e ora la pubblicazione su Jama Cardiology decreta l'entrata ufficiale di Tac cardiaca e Ffrct nella pratica clinica. Ffrct - ricorda lo specialista - è un'analisi che il Monzino ha iniziato a usare e a sviluppare sin dal 2013, che si effettua in caso di Tac positiva per capire se i restringimenti riscontrati nelle arterie hanno effettivamente la capacità di causare una ischemia, cioè un'ostruzione rilevante al flusso di sangue. Finalmente - annuncia Pontone - abbiamo un percorso chiaro ed efficiente per risolvere il grande problema del dolore toracico, che causa sofferenza e stress ai pazienti e pressione su gli ospedali e i pronto soccorso».

L'importanza dei test

«Si calcola che solo negli Usa si effettuino 4 milioni di test ogni anno per indagare l'origine del dolore al petto», sottolinea il cardiologo. «La maggioranza di questi esami è inutile - precisa - e sottrae risorse e personale ai sistemi sanitari. Un problema che in Italia in questi giorni è particolarmente attuale». Oggi quasi tutti i pazienti che si presentano con dolore al torace o al braccio vengono sottoposti a esami che vanno, a seconda dei Paesi e delle tradizioni locali, dal test da sforzo all'ecocardiogramma, fino alla coronarografia - elenca il Monzino - pressoché indipendentemente dal loro rischio individuale di malattia coronarica. «Questo - rimarcano dall'Irccs milanese - avviene perché gli attuali score clinici del rischio (età, genere, stili di vita e così via) sono disomogenei e poco performanti. Nessun cardiologo quindi osa aspettare a procedere con gli esami diagnostici di fronte al "doloretto": è difficile mandare a casa un paziente senza fare nulla, nell'incertezza di ciò che può succedere».

La tecnologia di precisione

«L'idea dello studio Precise nasce proprio dall'esigenza di superare l'incertezza gestionale dei medici di fronte al mare magnum del dolore toracico, o angina», puntualizza Pontone. «Grazie alle tecnologie di precisione - conclude - abbiamo trovato la soluzione che prevede che tutti i medici applichino un unico score clinico (Pmrs) e lo utilizzino per decidere cosa fare. Se il Pmrs è basso il paziente non fa nulla, se è alto viene sottoposto a Tac cardiaca e, se risulta necessario, i dati della Tac vengono anche analizzati con Ffrct. Questa procedura è oggi validata e i medici possono applicarla senza timori. Anzi, nella certezza di fare il bene del paziente».
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