Eralda e Barbara morte nello schianto, il ragazzo alla guida e l'amico a bordo non erano ubriachi. E spunta un testimone oculare

Sabato 20 Maggio 2023 di Giuliano Pavan
Eralda e Barbara morte nello schianto, il ragazzo alla guida e l'amico a bordo non erano ubriachi. E spunta un testimone oculare

GORGO AL MONTICANO - Non ci sono tracce di alcol o di sostanze stupefacenti nel sangue delle due vittime ma soprattutto in quello dei due amici che viaggiavano con loro. Nel fascicolo d'inchiesta sulla morte della 17enne Barbara Brotto e della 19enne Eralda Spahillari, decedute dopo il tremendo schianto del 4 marzo scorso a Gorgo al Monticano, sono stati inseriti gli esiti degli esami tossicologici effettuati sia sulle vittime che su Mikele Tatani, il 20enne di origini albanesi residente a Pravisdomoni che era al volante della Bmw 420 che si è schiantata contro un platano, che di Daniel Castelli, il 18enne di Motta di Livenza che si trovava a bordo della vettura.

GLI ESAMI

Gli esami disposti dalla Procura di Treviso hanno evidenziato che prima dell'incidente i quattro giovanissimi non avevano assunto alcol (circostanza che i familiari avevano escluso fin dal principio, ndr) e nemmeno sostanze stupefacenti.

Circostanza che darà ancora più peso all'incidente probatorio in cui verranno effettuate tre diverse perizie per capire la cause del sinistro e le eventuali responsabilità: la prima per stabilire la capacità di partecipare al processo di Tatani, che non è più in pericolo di vita ma ha riportato gravissime conseguenze; la seconda sui cellulari, posti sotto sequestro, in uso ai due giovani indagati (oltre a Tatani è sotto accusa anche Gezim Qerosi, 19 anni, di Annone Veneto, che era al volante di una Volskwagen Polo con altri ragazzi a bordo che la Bmw avrebbe superato e urtato prima di finire contro l'albero) per verificare se li stessero utilizzando al momento dello schianto, e la terza cinematica per stabilire l'esatta dinamica dell'incidente e che dovrà chiarire in particolare il ruolo avuto dalla Polo.

IL TESTIMONE

Negli atti d'indagine è anche confluita la testimonianza di un automobilista che, pochi istanti prima dell'incidente mortale, è stato superato dalla Volkswagen Polo condotta a Qerosi. Un racconto che potrebbe aiutare gli inquirenti a capire cosa sia effettivamente accaduto quella sera del 4 marzo. L'uomo, parlando con i carabinieri, ha sostenuto di essere stato superato dalla Polo bianca una frazione prima di sentire il boato dello schianto. E che la stessa vettura, dopo, averlo sorpassato, si è fermata per tornare indietro. In realtà non è stato testimone diretto dell'incidente, ma le sue parole possono essere preziose per ricostruire gli attimi successivi e, nel caso, il possibile coinvolgimento di quella seconda auto nel sinistro. Già, perché nell'analisi dei mezzi (entrambi posti sotto sequestro), c'erano i segni di una collisione tra la parte destra della Bmw 420 e quella sinistra (con tanto di specchietto saltato, ndr) della Polo. Una ricostruzione degli eventi che appare complessa: l'incarico per la tripla perizia verrà conferito dal gip Carlo Colombo lunedì mattina.

Ultimo aggiornamento: 12:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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