Giro d'Italia, l'ultima battaglia sul Monte Grappa. Nella tappa finale da Alpago a Bassano, la storica salita sarà affrontata due volte

Giovedì 23 Maggio 2024 di Tina Ruggeri
Giro d'Italia, l'ultima battaglia sul Monte Grappa. Nella tappa finale da Alpago a Bassano, la storica salita sarà affrontata due volte

Saranno 184 chilometri di puro spettacolo, dall’Alpago a Bassano del Grappa. È la tappa regina del Giro d’Italia che scatterà sabato dal bellunese con 115 km nella Marca. Una tappa che regalerà forti emozioni ai tifosi. Sul Monte Grappa sono attese qualcosa come centomila persone, una invasione “colorata” sulla salita che ha fatto la storia del ciclismo oltre a quella della nostra storia bellica della Prima Guerra Mondiale. Il tracciato ripercorre quello della Bassano - Montegrappa, corsa prestigiosa per dilettanti vinta anche da un giovane Gino Bartali. Dall’Alpago e precisamente da Farra si partirà alle 11,40 per salire subito bicicletta all’insù sulla Sella Fadalto, la discesa verso Nove e Vittorio Veneto e il passaggio per la Vallata con Revine Lago e Tarzo.

Poi i corridori affronteranno la prima “asperità” della giornata con la scalata facile sul Muro di Ca’ del Poggio già sold out per festeggiare il settimo passaggio della carovana rosa.

 

Poi la discesa verso Refrontolo, Pieve di Soligo, Sernaglia. Si attraverserà il Piave in una sorta di abbraccio con Cima Grappa a Vidor e si affronterà la valle di Possagno passando per Crocetta dove è attesa un’altra festa all’Astoria. Il passaggio in omaggio al grande Antonio Canova e al tuo Tempio che domina Possagno. E lì i corridori affronteranno il primo sprint di giornata e dopo 75 km si comincia a respirare aria di Monte Grappa transitando per Crespano. Al chilometro 87,800 si passa per Semonzo dove è posizionato l’Integiro ma solo al secondo passaggio.

E da Semonzo comincia la scalata a Cima Grappa. Ovvero 18,100 km con una pendenza che va dall’8,1 al 14%. Poi giù in picchiata andando verso Ponte San Lorenzo e Romano d’Ezzelino per raggiungere nuovamente Semonzo con l’Integiro e la seconda e ultima scalata al Monte Grappa. Dal secondo passaggio a Romano d’Ezzelino si andrà poi verso il traguardo di Bassano del Grappa dove è previsto l’arrivo per le 17.

Una scelta decisamente azzeccata quella della doppia scalata al Monte Grappa, una sorta di circuito che permetterà alle migliaia di tifosi che saliranno in bici, a piedi, in auto o con il camper di gustarsi per ben due volte gli scatti di Pogacar e il resto del gruppo. Ovviamente sono attesi anche i tanti corridori veneti che in allenamento o in gara hanno affrontato l’ascesa alla Cima Grappa, a partire da Marco Frigo, corridore bassanese o Filippo Zana e Andrea Vendrame. Sul Grappa già nei giorni scorsi numerosi sono i gruppi che hanno prenotato i posti dove allestire stand gastronomici perché si prepara una grandissima festa di popolo.

Ma forte è il legame tra Giro e Monte Grappa, teatro naturale per eventi ciclistici. È ormai leggenda la tappa che nel 1968 vinse Emilio Casalini. Nel 1974 si partiva da Misurina, la tappa fu vinta da Eddy Merckx: allo scollinamento in fuga c’era Fuente che fu raggiunto durante la discesa della Cadorna. Fino ai giorni nostri, con salita sulla General Giardino (detta “Degli Arditi”) poi discesa sulla Cadorna e arrivo in solitaria da Vincenzo Nibali nel 2010. E nel 2014 la cronoscalata con cambio della bicicletta dei corridori all’altezza della Chiesa di Semonzo di Borso del Grappa e arrivo a Cima Grappa con la vittoria di Nairo Quintana: il colombiano scattò per ultimo e batté per 17 secondi il giovane Fabio Aru. Vincenzo Nibali nel 2010, dopo aver superato il Grappa da Semonzo, si buttò in picchiata verso Asolo, staccando Cadel Evans, Michele Scarponi e il compagno di squadra Ivan Basso.

Ultimo aggiornamento: 14:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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