Codognè. Donna aggredita sulla porta di casa soccorsa dal vicino, è svenuta per lo choc. L'aggressore le ha messo un sacchetto in testa

A sentire le urla e avvicinarsi alla signora Anas Hadraoui (in foto): "Aveva un ematoma in testa"

Giovedì 30 Novembre 2023 di L.P.
Il soccorritore della donna aggredita sulla porta di casa (foto Antenna Tre)

CODOGNE' (TREVISO) - L’uomo l’ha sorpresa alle spalle, sulla porta di casa e le ha infilato in testa un sacchetto di plastica. L’ha colpita al capo e si è dileguato. Lei ha gridato terrorizzata ed è stata soccorsa dai vicini. Poteva finire malissimo l’agguato avvenuto lunedì mattina prima delle 8 in una palazzina di via Aldo Moro, a Codognè. La vittima è una mamma bengalese, aggredita dopo aver accompagnato il figlioletto alla fermata del pedibus, come fa tutte le mattine. All’improvviso però la sua routine è stata stravolta. «Ho sentito urlare - racconta Anas Hadraoui (in foto), giovane di origini marocchine accorso per primo insieme a sua madre -. La signora era agitata. Aveva un ematoma in testa. Diceva di essere stata aggredita da un ragazzo sui 25 anni. È svenuta sul pianerottolo, l’aggressore invece potrebbe essere fuggito dal terrazzo e saltato sui tetti.

Se fosse scappato dall’ingresso lo avremmo visto correre via». La donna è svenuta sul pianerottolo, per la paura e lo choc. I vicini hanno chiamato il 118 e i carabinieri: la donna è stata accompagnata al pronto soccorso, da cui è stata dimessa con qualche giorno di prognosi. Rimane però il terrore che possa succederle di nuovo. 


LE INDAGINI
I carabinieri stanno indagando a 360 gradi sul brutto episodio: ieri hanno sentito gli altri condòmini e i vicini. Non solo: hanno acquisito i filmati delle telecamere. Gli elementi raccolti finora porterebbero a escludere la pista sia l’aggressione a sfondo sessuale visto che non c’è stato un tentativo di abuso, sia quella di un tentato femminicidio a opera di congiunti. Il marito a quell’ora era al lavoro: avvertito dell’accaduto è tornato a casa per stare vicino alla donna. Accantonata anche l’ipotesi del furto finito male: dalla casa non manca nulla e nei giorni precedenti e successivi non si sono registrati raid nella via interessata. Nelle ultime ore sembra prendere quota piuttosto l’ipotesi di tensioni di vicinato. 


LE IPOTESI
È questo il contesto su cui i militari dell’Arma si stanno concentrando per capire se ultimamente ci fossero stati screzi, tensioni, litigi con qualcuno che avrebbe deciso di vendicarsi. Potrebbe trattarsi di un avvertimento o di una ripicca, quindi. Tuttavia non si tralasciano le altre piste: sono in corso accertamenti anche sulla cerchia di familiari e amici della casalinga bengalese. Una cosa è certa e la scandisce la sindaca Lisa Tommasella: «L’episodio non desta allarme sociale. Si tratta di un fatto circostanziato. La popolazione non ha nulla da temere. Sono in contatto con i carabinieri che stanno seguendo le indagini e confido che a breve l’aggressore venga individuato». 

Ultimo aggiornamento: 12:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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