Aggressione a Pieve di Soligo. Medico gli nega il farmaco, paziente lo prende a botte e lo minaccia: «Ti aspetto fuori»

Venerdì 31 Marzo 2023 di Mauro Favaro
Aggressione a Pieve di Soligo. Medico gli nega il farmaco, paziente lo prende a botte e lo minaccia

PIEVE DI SOLIGO (TREVISO) - Ha dato una manata in faccia al dottore, afferrandolo per il maglione e ricoprendolo di insulti e minacce. E poi ha rotto una porta e spaccato un estintore. «Ti aspetto fuori» gli ha detto prima di uscire.

Nel giro di pochi minuti, poi, si è ripresentato per due volte davanti all’ambulatorio.

Istanti di paura in ambulatori, escalation di violenza da Del Favero

Si sono vissuti attimi di tensione ieri pomeriggio nello studio di Emanuele Del Favero, medico di famiglia 42enne in servizio a Pieve di Soligo ma nato in Cadore. Ad aggredirlo, sia fisicamente che verbalmente, è stato un 30enne che si era da poco iscritto tra i suoi assistiti. Voleva che gli fosse prescritto una farmaco, tra l’altro a rischio di abuso, senza però presentare alcuna indicazione medica. E quando Del Favero gli ha detto che non era possibile, proponendogli allo stesso tempo una soluzione alternativa, è andato su tutte le furie. Dopo essere riuscito ad accompagnarlo alla porta, il medico ha chiamato i carabinieri. Adesso sporgerà denuncia. E di seguito invierà la lettera per non averlo più tra i suoi pazienti. «Ormai le aggressioni ai danni dei medici sono all’ordine del giorno - è lo sfogo di Del Favero - è davvero difficile lavorare in queste condizioni. Io sono anche grande e grosso, ma se fosse successo ad altri, magari a una dottoressa, come sarebbe andata a finire?». Tutto è accaduto poco dopo le 17 di ieri. «Il paziente, senza presentare alcuna documentazione, ha chiesto un farmaco che non potevo prescrivere - racconta il dottore - gli ho risposto che non era possibile ma che avremmo potuto trovare una soluzione alternativa».

Bestemmie e spintoni, rotta anche una porta

E in pochi istanti è scoppiato il finimondo. Il 30enne lo ha minacciato più volte, tra bestemmie e insulti di ogni tipo. A quel punto il dottore gli ha chiesto di smetterla e si è avvicinato alla porta per farlo uscire. Per tutta risposta il paziente lo ha afferrato per il maglione e gli ha dato una manata in faccia, piegandogli gli occhiali. Non solo. Arrivato alla porta, si è buttato a terra sostenendo di essere stato spinto. «Ma nessuno l’ha mai toccato - mette in chiaro Del Favero - anzi, racconto l’accaduto proprio perché chi non ha fatto nulla di male non ha niente da temere». Di seguito, il 30enne ha rotto la porta e se l’è presa pure con un estintore. Poi è rimasto nei dintorni dell’ambulatorio. Almeno fino alle 18.15, quando nello studio di Pieve di Soligo sono arrivati i carabinieri. La situazione si fa sempre più pesante. I medici di famiglia sono pochi, spesso i buchi vengono coperti alzando i massimali, fino a contare oltre 1.800 pazienti, o dando incarichi provvisori anche a specializzandi.

Medici presi di mira, le aggressioni si moltiplicano

E come se non bastasse, le aggressioni si moltiplicano. Quanto successo a Del Favero si somma all’aggressione avvenuta solo la settimana scorsa ai danni di Alfonso Feis, medico di famiglia 69enne di Codognè. Fortunatamente in questo caso non sono state alzate le mani. Ma anche lui è stato minacciato da un paziente che pretendeva che gli fosse firmata un’impegnativa in seguito a una visita fatta in regime privato in provincia di Pordenone. Quest’ultima si era conclusa con il suggerimento di sottoporsi a un intervento chirurgico. La legge, però, di fatto impedisce di timbrare impegnative per operazioni in una struttura dell’Usl sulla base dell’esito di una visita privata fatta in una regione diversa da quella di residenza. Il dottore ha dato tutte le spiegazioni del caso al paziente. Ma quest’ultimo si è scatenato con minacce e insulti. E alla fine al medico non è rimasto che segnalare l’episodio ai carabinieri. «Noi medici di famiglia, pur essendo al servizio dei pazienti, non siamo degli zerbini - ha messo in chiaro Feis - siamo esseri umani. Ed esigiamo lo stesso rispetto ed educazione che cerchiamo ogni giorno con il nostro contributo di dare ai pazienti». Un pensiero condiviso appieno anche da Del Favero.

Ultimo aggiornamento: 17:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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