Maxi inchiesta sul traffico illecito di rifiuti: spunta di nuovo la Ital Green. Tra i nove arrestati anche due pordenonesi

Nove le persone finite ai domiciliari nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Roma che riguarda anche la "discarica" Ital Green

Martedì 21 Maggio 2024 di Su. Sal.
Maxi inchiesta sul traffico illecito di rifiuti: spunta di nuovo la Ital Green. Tra i nove arrestati anche due pordenonesi

PORDENONE - Spunta nuovamente il nome della Ital Green, impianto di smaltimento rifiuti in via San Martino ad Aviano, nell’indagine della Procura di Roma che ha portato agli arresti domiciliari nove persone, due delle quali residenti in provincia di Pordenone. Un’inchiesta a vasto raggio, fatta di acquisizioni documentali, intercettazioni telefoniche e ambientali, perquisizioni, sequestri ed estrapolazione di immagini da circuiti di videosorveglianza. Lunghi mesi di lavoro che hanno portato gli investigatori della Squadra Mobile di Frosinone e i carabinieri della Forestale di Frosinone a scoperchiare un traffico illecito di rifiuti stoccati abusivamente prima in un sito di Frosinone, distrutto da un incendio nel giugno del 2019, poi in quello avianese della Ital green srl. 41 gli indagati residenti in varie regioni, nove dei quali sono finiti agli arresti domiciliari con le ipotesi d’accusa, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al traffico e smaltimento illecito di rifiuti. Tra questi ci sono Scilla Gaetani, 45 anni di Aviano e Andrea Papais, 39 anni di San Vito al Tagliamento.

La prima è finita sotto la lente della Procura romana verso la fine del 2019: formalmente assunta con un contratto di lavoro dipendente part-time dalla Ital Green, è invece emerso che era presente nell’impianto tutti i giorni lavorativi. E nelle vesti di segretaria amministrativa Scilla Gaetani gestiva telefonicamente e di persona i contatti con le varie società, italiane ed estere, con cui l’azienda avianese stipulava affari illeciti. Secondo l’accusa era sempre lei a formalizzare i contratti tra le parti per il conferimento e la cessione dei rifiuti grazie ai quali l’associazione criminale intascava i suoi proventi illegali. Per quanto riguarda Andrea Papais, è finito ai domiciliari in qualità di dipendente della ditta Boz Sei di San Vito al Tagliamento, che opera nel settore della raccolta e smaltimento dei rifiuti: l’indagato avrebbe fatto in modo che l’impianto Boz sei conferisse in modo illecito all’impianto Ital Green di Aviano ingenti quantitativi di rifiuti attraverso gli automezzi di una ditta vicentina. 


AD AVIANO

L’accusa parla di enorme percentuale di rifiuti organici trasportati dalla ditta sanvitese a quella avianese, tanto da aver causato più volte infestazioni di blatte nel capannone di Aviano. Nello specifico, Ital Green riceveva con un falso codice di rifiuti plastici, dei rifiuti solidi urbani provenienti da impianti dislocati in tutta Italia che erano stati al più sottoposi a triturazione e che invece dovevano essere classificati in altro modo. Ital Green non non avrebbe potuto ricevere tali rifiuti (anche ospedalieri) che venivano stoccati all’interno dell’impianto ben oltre la capacità consentita, pieni di insetti e sostanze putrescenti, senza ricevere alcun trattamento, e venivano poi esportati in Ungheria o nella Repubblica Ceca come rifiuti plastici o smaltiti come scarti di lavorazione. Una lunga scia di illeciti terminata quando nel 2021 l’impianto avianese è stato sequestrato.


LE MISURE

È stato anche disposto il sequestro preventivo funzionale alla confisca diretta delle somme corrispondenti al profitto di reato della M.eco.ris di Frosinone, della Boz Sei di San Vito al Tagliamento per un importo di 175mila euro, della Morandi Bortot di Vazzola (Treviso) per 75mila euro e del Gruppo del Prete di Sermoneta. Tra gli indagati ci sono poi Graziano Biasetto 62 anni di Ponzano Veneto (Tv), Giannino Bortot 76 anni di Ormelle (Tv), Rinaldo Bortot, 51 anni di Mareno di Piave (Tv), legale rappresentante della ditta Morandi Bortot, e Corrado Donà, 55 anni di Legnaro (Pd). L’organizzazione criminale gestiva abusivamente in modo continuativo ingenti quantitativi di rifiuti senza osservare le prescrizioni delle autorizzazioni in loro possesso, con l’obiettivo di causare un ingiusto profitto. Per quanto riguarda la Ital Green, i proprietari reali e amministratori di fatto sono risultati essere Marcello Perfili (già coinvolto in un’indagine della Guardia di finanza di Treviso su un’organizzazione criminale operante nel settore delle energie rinnovabili) e Antonio Annunziata; con loro partecipavano all’attività anche le rispettive mogli Tiziana Polidori e Maria Aliperti. 

Ultimo aggiornamento: 07:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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