Stagione turistica avviata, ma manca personale. A Lignano hotel costretti a togliere il servizio cucina e ridurre le stanze

Mancano lavoratori qualificati, ma anche semplici lavapiatti

Domenica 26 Maggio 2024 di Loris Del Frate
Stagione turistica avviata, ma manca personale. A Lignano hotel costretti a togliere il servizio cucina e ridurre le stanze

La stagione estiva sia al mare e in parte anche in montagna è già avviata anche se non certo entrata nella fase più calda (in tutti i sensi), ma in particolare da Lignano e Grado arrivano già i primi segnali di allarme. Non si tratta del clima, però, anche se maggio non è stato certamente brillante e ha disatteso in parte le aspettative, ma riguardano le forze lavoro. Proprio così. Non è una novità il fatto di non riuscire a trovare personale qualificato, ma per l’anno in corso il rischio sempre più concreto è di non avere neppure gente per i ruoli più generici, come ad esempio i lavapiatti. Ma non solo. In più si sta verificando anche un altro fenomeno non certo piacevole per chi ha già pianificato la stagione sotto l’aspetto dell’accoglienza nella propria struttura. In pratica sempre più spesso si sta assistendo alla “sottrazione” di personale da un posto all’altro, magari alzando un po’ di più lo stipendio mensile. Ultimo, ma non certo meno preoccupante, il fatto che diversi hotel hanno preso la palla al balzo e hanno deciso di tenere solo l’albergaggio, togliendo il servizio cucina.

Insomma, si chiude il ristorante. Sei, sette e a volte anche nove dipendenti in meno: costi più contenuti, ma soprattutto nessuna rogna a cercare figure professionali di livello come i cuochi che sono tra i più ambiti.


L’ALBERGATORE

A raccontare come è la situazione, Raffaele Quanto, albergatore da circa 45 anni a Lignano, un hotel da 50 camere con ristorante. «La difficoltà e decisamente notevole - attacca - e non solo per reperire personale qualificato, penso a cuochi, camerieri di sala, segreteria, reception, ma anche per portare a casa figure non qualificate come lavapiatti, servizio pulizia e camere. C’è da battagliare. Se l’anno scorso è stato complicato, anche sentendo i colleghi posso dire che questa stagione è ancora più difficile. Personalmente ho deciso di non aprire più il ristorante. Nove dipendenti in meno da trovare e - onestamente - anche meno spese. Come ho fatto io - va avanti - hanno deciso di fare anche altri».


LE CAMERE

Ma c’è anche chi ha deciso di non aprire tutte le camere in modo da poter disporre di meno personale perché non ne ha trovato sul mercato e pure chi, invece, aprirà tutti i servizi solo da un certo numero di clienti in su. «Ci si arrangia come si può - va avanti l’albergatore - anche se l’obiettivo è sempre quello di non deludere mai le aspettative del cliente. Devo dire che fortunatamente ci si arrangia anche con i pensionati, persone che hanno già lasciato il mestiere, ma che lo conoscono e vengono alcune ore a darti una mano. Certo è - spiega Raffaele Quanto - che sino a qualche anno fa gli studenti arrivavano numerosi e non c’erano problemi, erano loro le braccia per mandare avanti l’attività. C’era un ottimo rapporto che poi è durato anche negli anni. C’è da dire che venivano a lavorare perché avevano un obiettivo da raggiungere. Personalmente credo di essere stato uno dei più grandi finanziatori. Pagando i loro stipendi ho permesso l’acquisto di chissà quanto motorini. Oggi le limitazioni per assumere un minorenne sono tali che fanno passare la voglia: non possono lavorare più di tot ore, non possono lavorare di notte, non possono avere contatti con gli alcolici. Tutte limitazioni assurde. Fortunatamente a Lignano c’è una grossa comunità di albanesi e romeni che da tanti anni fanno le stagioni, sono affidabili e sicuri e quindi rispetto ad altre realtà siamo decisamente avvantaggiati. Posso infine aggiungere - conclude l’albergatore - che si assumono anche stranieri che non si conoscono, ma spesso non sono affidabili e perché ti lasciano quando magari c’è più lavoro».


IL PRESIDENTE 

«Mettiamo in chiaro un concetto - spiega Enrico Guerin presidente regionale albergatori - braccia si trovano, non c’è un carenza di personale per lavori non qualificati. Il problema è che invece c’è poco mercato di professionalità più alte, su questo siamo pienamente d’accordo. Casomai c’è un altro problema più serio: manca personale con esperienza. Se si assume un giovane che non ha mai lavorato in questo settore si perde più tempo a stargli dietro e a insegnargli il mestiere che a fare da soli. Una perdita di tempo che in piena stagione, quando c’è la necessità che la macchina sia ben oliata, fa la differenza. Non dimentichiamo poi ancora un aspetto, la pandemia ha fatto uscire da mercato un sacco di persone che si sono dedicate ad altro, per mille motivi che non stiamo a sindacare. Un vuoto che non è stato colmato e che pesa, dunque, sull’organizzazione complessiva del lavoro. Gli studenti? Se minorenni ci sono troppe limitazioni che non consentono di utilizzarli appieno».

Ultimo aggiornamento: 17:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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