Sanità in Fvg. Liste d'attesa, non si vedono grandi miglioramenti: in coda per mesi

Martedì 28 Maggio 2024 di Loris Del Frate
Liste d'attesa: non si vedono ancora miglioramenti

PORDENONE - Sarebbe ingiusto negarlo, qualche piccolo (modesto) passo avanti sul fronte delle attese in sanità in regione è stato fatto.

Ma resta il fatto che la luce in fondo al tunnel ancora non si vede. Come dire che allo stato nè i 10 milioni di euro che erano stati elargiti al direttori delle Aziende pubbliche per sveltire le liste d’attesa, nè la continua implementazione di strutture private a fare visite ed esami diagnostici in regime di convenzione (si va in un ambulatorio privato e si paga solo il ticket che si pagherebbe nel servizio pubblico) stanno dando i risultati sperati. Sarà che ancora i risultati non si vedono in maniera chiara, ma magari nei prossimi mesi ci sarà un deciso passo avanti, oppure le cose sono effettivamente migliorate, ma la percezione dei pazienti è negativa, resta però il fatto che a quanto pare la strada da fare è ancora lunga.


LE VISITE BREVI
Nella tabella sopra è facile capire come stanno le cose (per Udine e Pordenone) e ci siamo focalizzati solo sulle prescrizioni con priorità “B” che è quella che dovrebbe essere smaltita in dieci giorni. Ebbene, su 15 specialità riferite a prime visite a Udine 9 superano i 10 giorni di attesa, a Pordenone, invece, sono sette. Per quanto riguarda la diagnostica per immagini, invece, sempre a Udine su 12 prestazioni (le più significative) otto sforano i tempi, mentre si scende a 6 a Pordenone. Un dato interessante. Se è vero che a febbraio (il riferimento è al mese di aprile) le cose andavano decisamente peggio rispetto al numero di prestazioni (visite e diagnostiche per immagini) che superavano i 10 giorni di attesa (ecco la luce) , c’è, però, da dire che in questa occasione i tempi di attesa per le specialità che invece i 10 giorni li superano, si sono decisamente allungati rispetto alla rilevazione di febbraio. Sembrerebbe, ma è solo una lettura che potrebbe anche essere non corretta, che su alcuni settori si sia voluto intervenire, su altri, invece, no. 


LE DIFFICOLTÀ 
C’è, però, un altro segnale che sta venendo avanti e che sarebbe bene cercare di stoppare per evitare ulteriori problemi. Leggendo i numeri delle visite differite (D) e programmate (P) (ossia 30 giorni per le visite, 60 per le diagnostiche D e 60 per le visite e 120 per le diagnostiche) ci si accorge subito che i tempi si sono estremamente dilatati, come dire che si sfora ben oltre quello che accadeva a inizio anno. In più c’è da aggiungere che ci sono servizi che sono allo sfinimento, perché il personale è contato, devono lavorare sia per il reparto che per gli ambulatori e poi tra poco inizierà il piano ferie, quindi ci sarà per forza la necessità di dilatare ulteriormente i tempi.


MEGLIO UDINE
In un ipotetico confronto su chi ha fatto più passi avanti per cercare di ridurre i tempi di attesa tra le Aziende di Pordenone e di Udine, c’è da dire che l’Asufc è in leggero vantaggio, ma per il fatto che essendo il territorio del Friuli decisamente più vasto ci sono state molte più imprese private da accreditare, offrendo, quindi, anche maggiori opportunità di visite fuori dagli ambienti privati. È altrettanto vero che il numero complessivo degli assistiti è decisamente più grande, ma ci sono pure tre ospedali in più. Non ci sono allo stato riscontri effettivi, ma Pordenone in maniera percentuale potrebbe avere un leggero vantaggio.
FUGA E ATTRAZIONE
È un altro dei problemi seri della sanità regionale, perché continuano a sommarsi i numeri di pazienti, in particolare dalla provincia di Pordenone che vanno a curarsi in Veneto. Questo significa che a fine anno la regione deve staccare un assegno milionario alla regione Veneto per pagare le cure. Se questo fronte non sono non si vedono ancora risultati, ma l’obiettivo di ribaltare il trend pare molto lontano.

Ultimo aggiornamento: 09:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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