Nuovo ospedale, c'è la soluzione: cessione del possesso dei terreni

Giovedì 7 Giugno 2018 di Mauro Giacon
Nuovo ospedale, c'è la soluzione: cessione del possesso dei terreni
PADOVA - C'è una via d'uscita nella complessa trattativa che riguarda la cessione dei terreni privati confinanti con quelli pubblici a San Lazzaro e indispensabili per la metratura del nuovo ospedale. Quella terra, dice il presidente della Regione Zaia, deve arrivare tutta intera per poter firmare l'Accordo di programma che darà il via alla progettazione. Ma le zolle sono ipotecate. Sono Monte Paschi e una società di gestione del credito, Pimco, americana, a cui Unicredit ha ceduto il suo 50 per cento del credito vantato, che devono cedere 120mila metri in cambio di poter edificare sui 68mila che rimarranno di loro proprietà. Ma dal momento che devono rientrare di 74 milioni di euro, se c'è l'ospedale potranno vendere il restante e recuperarne una ventina, altrimenti no. Ed è questa la garanzia che vogliono. Finora chiedevano la firma dell'Accordo di programma, adesso dopo mesi di contatti si accontenterebbero di un impegno formale che le metta a riparo da sorprese.

LA FORMULA
Ebbene la frase magica si chiama immissione in possesso. É un procedimento per il quale le banche farebbero un atto di cessione al Comune del possesso del terreno - che non vuole dire della proprietà - in modo che l'amministrazione possa girarlo all'Azienda ospedaliera, ovvero alla Regione. Il verbale di consegna, se possiamo chiamarlo così, sarebbe formalizzato attraverso una delibera di Giunta nella quale si specifica che andrà a favore del nuovo policlinico.
Sembra che su questa formula la società di esperti, gestori del credito (Pimco) ed Mps possano compiere l'ultimo atto di fiducia, dopo quello che ha portato alla cessione volontaria di 20mila metri di terreno per completare la viabilità.

LA REGIONE
A questo punto 120mila metri più 20 mila, più i 380mila del Comune porterebbero alla fatidica cifra necessaria di 520mila metri. Ma che ne pensa la Regione? Lo abbiamo chiesto al presidente della Commissione regionale Sanità, Fabrizio Boron. «Non credo che l'ufficio legale della Regione consentirà di partire con il progetto con la sola dichiarazione di possesso e non con l'impegno di cessione della proprietà» dichiara. «E se un domani la proprietà per qualsiasi motivo non venisse trasferita? Dunque l'ipotesi di cessione del possesso può essere accettata solo con l'impegno a cedere la proprietà nel momento in cui si firma l'Accordo di programma. E poi si darebbe alle banche il tempo necessario per svincolare le ipoteche. Dunque il possesso è risolutivo solo quando c'è la firma sull'Accordo».

L'APPELLO AL SINDACO
«Faccio un appello a Giordani perché firmi subito l'Accordo, oltre le liti interne. Come mai ad esempio il vicesindaco e assessore all'Urbanistica blocca la conversione da area commerciale a sanitaria che tranquillizzerebbe le banche? Ma anche la Regione potrebbe capire che Padova vuole veramente l'opera. Non è che c'è un conflitto interno tra il sindaco che vuole il policlinico e una parte della maggioranza che vuole pesare il proprio potere? Bitonci non ebbe paura a giocarsi la poltrona per averlo».
 
LA TERRA SCOMPARSA
«Poi se è vero che sono stati erosi 20mila metri della superficie prevista per fare un nuovo palazzetto mi chiedo se a questa amministrazione importi di più questo tema che fare il nuovo ospedale tra l'altro super attrattore di investimenti».
«Infine vorrei sottolineare che fra dieci giorni la Commissione discuterà il piano socio sanitario e se la situazione del nuovo ospedale non sarà definita dovremo prendere una decisione sulle schede ospedaliere di Padova» che potrebbero subire un ridimensionamento. «Dunque Giordani abbia coraggio e non si faccia condizionare. I voti della Lega in Consiglio non gli mancheranno».
Ultimo aggiornamento: 12:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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