Padova. Ancora pioggia e grandine ma non si fermano i lavori per rinforzare l'argine del Muson dei Sassi

Saranno posati circa ottanta metri di lamiere, lunghe ciascuna 7-8 metri, che serviranno per realizzare la diaframmatura di tenuta idraulica del Muson

Venerdì 24 Maggio 2024 di Giovanni Brunoro, Luca Marin
Camposampiero

ALTA E BASSA PADOVANA - Il maltempo non ha risparmiato neppure la giornata di ieri. Pioggia a "intermittenza" in città e provincia. Le bombe d'acqua in alcuni casi si sono trasformate in grandine soprattutto nella Bassa Padovana. Vigili del fuoco impegnati ancora una volta su più fronti: in via Bosco Rignano a Voltabarozzo per un albero pericolante, in via Roveri a Giarre per prosciugare un seminterrato, in via Brentella a Corte di Piove di Sacco per un distacco di intonaci. La grandine ha fatto la sua comparsa in particolare nella zona di Sant'Urbano.

Muson dei Sassi, il rinforzo degli argini

Proseguono senza sosta intanto i lavori di ricostruzione dell'argine del Muson dei Sassi. Le ditte incaricate dal Genio Civile di realizzare i lavori stanno posando e inserendo le parancole che renderanno definitivamente stabile e impermeabile l'arginatura a sinistra del torrente. Saranno posati circa ottanta metri di lamiere, lunghe ciascuna 7-8 metri, che serviranno per realizzare la diaframmatura di tenuta idraulica del Muson. Le parancole, in sostanza, andranno a proteggere da infiltrazioni e smottamenti i terreni adiacenti al corso d'acqua. Anche nei giorni di domani e domenica gli operatori coordinati dal Genio civile fisseranno con un apposito macchinario le lamiere nel fondo del letto del Muson allo scopo di innalzare una barriera per impedire gli allagamenti e le esondazioni. Nel frattempo continua il monitoraggio di altri eventuali danni che si siano verificati sugli argini, anche di altri corsi d'acqua come il Muson Vecchio. Ieri il Consorzio ha effettuato la riparazione della frana arginale che si era creata in via Tiso nei pressi delle Bocche. Nei giorni scorsi ha destato grande preoccupazione il ponte che collega via Tiso da Camposampiero a via Albarella. Ormai scampato il pericolo di un'altra esondazione dopo quella avvenuta lo scorso 17 maggio, non è più attivo di piano di emergenza diramato dal Comune. Ieri tutte le scuole, gli uffici e i negozi hanno aperto regolarmente i battenti.

Ora le famiglie e le imprese danneggiate attendono con trepidazione il via alla compilazione dei danni subiti dalla rottura dell'argine di una settimana fa per chiedere il ristoro economico agli enti preposti. Il Comune assicura che appena possibile gli uffici competenti saranno a disposizione per accogliere le richieste degli indennizzi. In particolare alcune aziende storiche di via Guizze, vicinissime alla rottura dell'argine, hanno già stimato danni superiori al milione di euro.

Previste nuove precipitazioni

Le criticità perdurano anche in una Bassa duramente provata. A preoccupare sono i ristagni di acqua nelle zone rurali vallive, le ulteriori precipitazioni previste e, non da ultimo, la tenuta psicologica della popolazione. «Sento tante persone preoccupate - spiega il sindaco di Borgo Veneto, Michele Sigolotto - La gente è al limite e ha perso la serenità». Come se non bastasse, permane la criticità idraulica nell'asta del fiume Fratta-Gorzone, dove i livelli rimangono sostenuti anche per l'ingente quantità di acqua riversata dalle pompe di drenaggio della rete consortile. In particolare, alla sezione del Fratta di Valli Mocenighe i livelli sono arrivati ieri alla terza soglia. Poco a poco, però, l'acqua è calata e le preoccupazioni sono scese. Nei territori vicini al fiume, alcuni campi sono ancora allagati in conseguenza delle abbondanti piogge della scorsa settimana. A Santa Caterina d'Este, le pompe consortili sono a regime in via Colonna e via Viego e si sta cercando di abbassare i livelli di acqua anche con pompe mobili portate da trattori. Situazione sempre preoccupante a Piacenza d'Adige, dove in zona Valli Mocenighe ci sono ancora campagne totalmente sotto acqua. Non va meglio a Merlara: l'intera area agricola di via Dolza, in località Minotte, è allagata. «Fino al qualche giorno fa sembrava un mare - ammette il sindaco Daniele Boron - Si spera che la situazione si risolva a breve». A Megliadino San Vitale e Taglie di Santa Margherita d'Adige (Borgo Veneto), l'acqua deve ancora defluire dalle valli e l'incubo vissuto dalla gente del posto sembra non avere fine.

Il sindaco di Casale di Scodosia, Marcello Marchioro, fornisce i numeri dell'emergenza: «I volontari della protezione civile della Sculdascia hanno fatto più di 5mila sacchi di sabbia, che equivalgono ad un chilometro di porte e finestre protette dall'acqua». 

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