Giro d'Italia, la 18. tappa a Padova. La rabbia di Dainese per il quarto posto: sognava la vittoria in casa, battuto allo sprint

Il gesto di stizza dell'atleta della Tudor Cycling team, che ha sferrato un rabbioso pugno all'aria, non visto dalle telecamere, la dice lunga sullo stato d'animo del ragazzo

Venerdì 24 Maggio 2024 di Walter Lotto
Alberto Dainese

PADOVA - Rabbia Dainese sul traguardo di Padova. Il ventiseienne di Abano in testa fino ai 50 metri dall'arrivo cede nelle ultimissime battute e il terzetto formato dal belga Tim Merlier, dal friulano Jonathan Milan e dall'australiano Kaden Groves, classificatosi nell'ordine, lo rimonta quasi simultaneamente strozzandogli in gola l'urlo della vittoria che sembrava vicinissimo, relegandolo così in quarta posizione. Il gesto di stizza dell'atleta della Tudor Cycling team, che ha sferrato un rabbioso pugno all'aria, non visto dalle telecamere, la dice lunga sullo stato d'animo del ragazzo che nonostante le dichiarazioni prudenti della vigilia ci teneva e tanto a questo traguardo.

Un eventuale vittoria di Dainese avrebbe reso memorabile una giornata di per sé eccezionale che sarà comunque ricordata negli anni come uno dei più grandi spettacoli di popolo per un evento sportivo nella grande piazza padovana.

La rabbia di Alberto Dainese

Ecco l'esito finale visto dagli occhi dell'ex velocista Alberto Ongarato, che di volate se ne intende avendo alle spalle la partecipazione a nove giri d'Italia individuali: «Alberto è partito forse un po' troppo lungo e finché sulla sinistra è stato protetto dal vento dall'imponenza di Santa Giustina ha tenuto ma poi nel finale è calato un po'. Peccato perché poteva davvero vincere, comunque starei attento a giudicare negativo questo piazzamento che al contrario invece conferma le doti del ragazzo che si dimostra ancora molto competitivo nella terza settimana di gara, una qualità che non è da tutti e in futuro pagherà».

Al seguito del velocista padovano affetto e incoraggiamento portato dagli amici con in testa Marco Fassina Diesse degli allievi della Padovani, la famiglia, la fidanzata Sara che lo seguirà anche nell'ultima tappa di Roma che chiuderà il giro domenica prossima con la speranza sia la volta buona.

Bambini, ex atleti e la grande festa

Il sogno di tutti i bambini che cominciano a correre in bici è finalmente qui dopo 24 lunghi anni di assenza. E sono proprio i bambini i protagonisti con una kermesse pre-gara denominata Cycling Cup organizzata sul rettilineo d'arrivo dal Comitato tappa presieduto da Alberto Ongarato, in collaborazione con Luca Rosa, componente della comminssione Veneto Giovanissimi: a dare spettacolo una trentina di atleti in rappresentanza di Monselice, Cartura Nalin, Rubano, Fiumicello, Saccolongo e Tavi. Gare tirate e combattute che alla fine hanno dato le seguenti classifiche: tra le femmine ha vinto Sofia Martin (Monselice) davanti a Ginevra Clemente del Fiumicello, terza Lavinia Pavin del Rubano. Tra i maschi colpo vincente di Davide Brasolin, davanti ad Edoardo Bezze del Tavo, bronzo per Daniele Zecchin della Fiumicello. Per tutti loro premiazione sul podio dove più tardi salirà la maglia rosa Pogacar sotto gli occhi tra gli altri del presidente provinciale Alberto Barbirato. E' seguita una sfilata di un centinaio di atleti di svariate categorie che hanno potuto così "annusare" il clima del giro d'Italia dei grandi tra gli applausi dei tifosi che continuavano a confluire.

Alla Loggia Amulea anche i vertici della Sc Padovani con il presidente Galdino Peruzzo, la figlia Elena, il sue vice Martino Scarso e l'ex campione Alberto Ongarato che tra pochi giorni presenteranno la seconda edizione del giro del Veneto a tappe. Presente anche Massimo Levorato, presidentissimo del Work Service cha oltre un ventennio investe nel ciclismo giovanile. E poi ancora: l'ex professionista Flavio Miozzo e l'ex massaggiatore dei campioni Danilo Luise (tra le sue mani è passato pure Marco Pentani). Emozioni pure via radio e tv. Il padovano Silvio Martinello ha salutato dalla sua postazione microfonica ricordando che nell'ultima occasione della volata vinta da Quaranta 24 anni fa in gruppo c'era anche lui. Gran finale di una giornata indimenticabile con le voci dalle moto ripesa Rai al seguito della corsa con Stefano Rizzato, padovano di Roma, e Giada Borgato con quest'ultima che ha fatto il pieno di emozioni passando da casa a Legnaro salutata da un cartello rosa con foto e scritta "Giada orgoglio di Legnaro". 

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