«Bob a Cortina: siamo andati troppo lunghi con questa vicenda, figuraccia internazionale dell'Italia»

L'intervista al padovano Alessandro Gerotto, presidente regionale di Ance: «La politica deve decidere presto»

Lunedì 13 Novembre 2023 di Angela Pederiva
Il padovano Alessandro Gerotto, presidente regionale di Ance

CORTINA - Battuta quattro anni fa dall’Italia con Milano Cortina 2026, ieri la Svezia ha annunciato la sua nuova candidatura alle Olimpiadi Invernali, questa volta per il 2030 con Stoccolma: non da sola, ma in abbinata con le città di Falun, Åre ed Östersund, nonché con alcune altre località della Norvegia e della Lettonia. Auguri, verrebbe da dire, visto com’è già difficile far quadrare i cinque cerchi tra Veneto e Lombardia. Le ultime dichiarazioni del ministro Andrea Abodi ( «Cortina è ancora un tema, ne stiamo parlando», ha detto il titolare dello Sport sabato a Fieracavalli, incontrando il presidente Luca Zaia) sembrano rimettere in pista la Regina delle Dolomiti per le gare di bob, skeleton e slittino. Ma su questa ipotesi si attendono ancora la relazione tecnica di Simico e la riunione dirimente della Fondazione. «A livello internazionale stiamo facendo una figuraccia, va presa una decisione al più presto per salvare gli investimenti», afferma il padovano Alessandro Gerotto, presidente regionale di Ance. 

Come valuta questo stallo l’Associazione dei costruttori edili?
«Eravamo concentrati sulla necessità di realizzare opere che servissero anche nel dopo Olimpiadi, altrimenti avremmo rischiato di sostenere spese che non sarebbero state capite. Invece ci troviamo ad assistere alla diatriba su “chi ha vinto grazie a chi”: Cortina grazie a Milano, o Milano grazie a Cortina... Credo che bisognerebbe lavorare in squadra, anche agli occhi degli osservatori esteri. Lo sanno bene le nostre imprese che lavorano con clienti fuori dai confini nazionali. E ha ragione Enrico Carraro (numero uno di Confindustria Veneto, ndr.): in questa maniera partiamo già con una medaglia in meno.

Abbiamo promesso certi investimenti ai nostri territori e dobbiamo assolutamente metterli a terra. Si tratta di interventi che, se non vengono concretizzati in questa occasione, non verranno fatti mai più. Noi che siamo imprenditori, quando diamo la nostra parola, facciamo di tutto per mantenerla».

Però sulla pista da bob a Cortina la gara d’appalto è andata deserta ed è fallita pure la procedura negoziata. Problema di risorse e di tempi, o di disinteresse da parte delle aziende?
«Siamo andati troppo lunghi con quella vicenda a livello romano. C’erano dei tempi tecnici da rispettare, con i primi test fissati già per novembre del 2024. E ovviamente le imprese, che conoscono bene il lavoro, compreso quello in montagna dove bisogna fare i conti con la neve e dove il calcestruzzo ha determinati tipi di presa, hanno ponderato bene i rischi al di là della spesa. Siccome i mesi continuano a passare, direi che la partita del bob sembra chiusa per Cortina. Ma è evidente che tocca ai decisori riprendere in mano gli incartamenti, le tempistiche, i progetti, valutando cosa rimane valido e cosa deve essere tagliato. Ecco qual è il nostro timore: il Veneto non può permettersi di perdere 1,5 miliardi di valore aggiunto, legato anche alle opere infrastrutturali da Longarone in su». 

Il consiglio di amministrazione della Fondazione Milano Cortina è convocato per il 5 dicembre. Cosa si aspetta?
«Che decida sulla pista da bob. Se non sarà a Cortina, chiedo che si faccia il possibile per non perdere un centesimo di tutto il resto. Vale anche per la Lombardia, ma lo dico per il mio Veneto: questa regione ha grandi potenzialità e valori, non può essere sbeffeggiata così. Siamo stati bravi con il Mose, naturalmente al netto della corruzione su cui non entro: in termini di progettualità e lavori, abbiamo dimostrato al mondo di saper salvare Venezia da danni enormi, quantificabili in milioni di euro solo per questo autunno. Potrebbe essere lo stesso per le Olimpiadi. Invece siamo sconcertati, perché abbiamo finito per vincere la medaglia d’oro all’incapacità di fare sistema a livello di Paese. Chi siano i responsabili, non compete a me stabilirlo. Ma come abitante e contribuente del Veneto, dico che c’era tutto il tempo per fare le cose per bene, invece è stato buttato via». 

Nel caso perda definitivamente il bob, lo skeleton e lo slittino, Cortina dovrà essere ricompensata con una parte delle discipline assegnate a Milano?
«Da un lato mi metto nei panni di chi ha già investito nei relativi impianti. Dall’altro penso che, senza gare, qui non arriveranno spettatori e turisti. Spetta alla politica decidere». 

Ance ha una posizione sul villaggio olimpico? Fiames o Borca?
«Mercoledì sarò all’assemblea provinciale di Belluno e farò il punto con il presidente Paolo De Cian, che è anche il mio vice a livello regionale. È chiaro che, senza la pista da bob, il progetto del villaggio dovrà essere ridimensionato. Per questo è necessario che venga presa rapidamente una decisione, altrimenti per le imprese diventa difficile fare proposte». 

 

Ultimo aggiornamento: 16:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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