Airbag difettosi, nella Marca decine di Citroen bloccate: «Non ci sono pezzi di ricambio»

Mercoledì 22 Maggio 2024 di Paolo Calia
Airbag nel mirino anche nella Marca

TREVISO -“Le chiediamo di sospendere immediatamente la guida del suo veicolo”. La lettera inviata da Citroën e Ds Automobiles ai propri clienti, proprietari di Citroën C3 prodotte dal 9 aprile 2009 al 20 febbraio 2017 e Ds3 prodotte dal 26 giugno 2009 al 30 maggio 2019, ha toni a dir poco allarmanti. A riceverla centinaia di utenti trevigiani e qualche migliaio in Italia (600mila in venti paesi europei). Il motivo: un problema all’airbag Takata difettoso al punto che in caso di incidente potrebbe esserci il pericolo di “gravi lesioni o morte”. Una lettera, sotto forma di raccomandata, che ha gettato scompiglio in decine di famiglie anche perchè le concessionarie hanno subito chiarito che pezzi di ricambio per sistemare gli airbag difettosi, non ce ne sono. Impossibile quindi riparare le auto. E già ieri le associazioni dei consumatori sono state prese d’assalto da trevigiani che si ritrovano, magari, con l’unica automobile di casa ferma. Inutilizzabile. La situazione sta colpendo non solo la Marca. Tanto per fare un esempio, solo l’Adiconsum di Venezia ha già raccolto 50 casi. A Treviso tra la stessa Adiconsum e Federconsumatori sono almeno una ventina le pratiche aperte. Numeri destinati ad aumentare.

LA STORIA

Un esempio di come si sta traducendo nella pratica questo allarme totale lanciato da Citroën è quello di Mauro, residente a Carbonera. Lui lavora a Spresiano, la moglie insegnante a Casier: per entrambi muoversi in auto è indispensabile. Ma quella della moglie, una Citroën C3 1.5 diesel, comprata otto anni fa, è tra le seicentomila vendute per cui è scattato lo stop. «Nella raccomandata - spiega - ci dicono di rivolgerci alla concessionaria dove abbiamo acquistato l’auto. Noi ci siamo andati, ma la situazione non è cambiata». Anzi, peggiorata. Alla concessionaria hanno risposto che pezzi di ricambio non ce ne sono, auto sostitutive nemmeno e offrire un servizio di taxi per consentire alla moglie di andare a lavorare non è contemplato. Hanno spiegato invece che Citroën dovrà inviare uno speciale codice (e nella raccomandata è spiegato come richiederlo) per poter ordinare i pezzi. Alla domanda: «E quanto ci vorrà per ricevere questo codice?», la risposta è stata raggelante: «Non avevano idea - ricorda Mauro - forse un mese, ma anche sei. Chi lo sa?».

L’OSTACOLO

Nel frattempo il problema resta. E anche bello grosso: «Abbiamo una sola auto, uno tra me e mia moglie si dovrà sacrificare. In questi giorni ci siamo fatti prestare l’auto da mio padre, ma non potrà durare a lungo. Ho pensato di affittarne una, ma costa 70-80 euro al giorno e non è una spesa sostenibile. Mi dovrò procurare un motorino». Oppure usare la C3 nonostante il divieto: «Sì. Ma l’assicurazione ci ha spiegato che di fronte a una lettera del genere siamo liberi di usare o meno l’auto, ma se qualcuno ci venisse addosso causando lo scoppio degli airbag difettosi e i conseguenti danni fisici o la morte di conducente o guidatore, la compagnia assicuratrice potrebbe rifiutarsi di risarcire completamente il danno, attribuendone a noi una buona parte di responsabilità per aver circolato pur consci del problema». Infine a Mauro è arrivata anche una proposta che sa molto di beffa: la concessionaria gli ho proposto di prendere un modello nuovo, super valutando la C3 vecchia (cinquemila euro più altri mille vista la situazione così particolare): «Certo - ha replicato Mauro - ma costando un’auto nuova 15-16mla euro, ci avremmo dovuto mettere sopra la differenza. Considerando che questa situazione non è colpa nostra, la proposta mi ha fatto a dir poco arrabbiare. Ci siamo rivolti anche a un avvocato per capire come muoverci».

Ultimo aggiornamento: 23 Maggio, 07:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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