LA GIORNATA

Ucraina, Cremlino: «Nato coinvolta nel conflitto, aumenta escalation». Truppe russe conquistano i villaggi di Netaylovo e Ivanovka

Kiev: intensi combattimenti a Kupiansk e Pokrovsk

Lunedì 27 Maggio 2024

Sanchez: "No all'uso delle armi a Kiev in territorio russo"

Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha assicurato oggi che Madrid non prevede l'uso di armi fornite a Kiev per attacchi in territorio russo. «Non contempliamo un uso in questo senso», ha replicato a una domanda al riguardo nella conferenza stampa congiunta con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Sanchez non ha specificato che tipo di materiale militare sarà fornito a Kiev, ma ha assicurato che la Spagna fornirà «capacità militari in questo momento negoziate con il governo ucraino». E ha poi chiarito che Madrid sta già rifornendo missili Patriot, confermando l'invio di tank Leopard e altre «munizioni».

Cremlino: "Nato coinvolta nel conflitto, aumenta escalation"

La Nato è direttamente coinvolta nel conflitto in Ucraina, e sta aumentando il livello dell'escalation. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, dopo le dichiarazioni del segretario generale Jens Stoltenberg sull'uso da parte di Kiev di missili forniti da Paesi dell'Alleanza per colpire il territorio russo. Lo riferisce l'agenzia Ria Novosti.

Sanchez: "Nel 2024 aiuti a Kiev per un miliardo di euro"

Il premier Pedro Sanchez ha annunciato oggi nella conferenza stampa con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky «aiuti all'Ucraina per oltre un miliardo di euro nel 2024» da parte della Spagna.

Kuleba ai ministri Ue: "Serve sostegno militare forte"

Il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, si è appellato agli omologhi europei ribadendo la necessità di «un intervento rapido e di forte sostegno militare» a Kiev. E' quanto si apprende da fonti europee a margine del Consiglio Affari esteri in corso a Bruxelles. Kuleba ha aperto il suo intervento in videocollegamento mostrando ai ministri Ue la foto di un ragazzino il cui padre è stato ucciso nell'attacco russo che nel fine settimana ha colpito un centro commerciale a Kharkiv, provocando decine di vittime civili e ingenti danni alle strutture civili. 

Stoltenberg: "Nessun piano per inviare truppe o aerei in Ucraina"

«La Nato non cerca il conflitto con la Russia, non abbiamo piani di dispiegare truppe Nato in Ucraina o di inviare capacità aeree nello spazio aereo ucraino». Lo ha detto il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, in conferenza stampa a Sofia. «Quello che facciamo in Ucraina non rende la Nato parte del conflitto», ha precisato Stoltenberg, indicando che l'Alleanza «ha due obiettivi: sostenere l'Ucraina e prevenire l'escalation del conflitto». «Non vogliamo un conflitto su larga scala tra la Russia e la Nato», ha ribadito, aggiungendo che la Nato «non vede alcuna minaccia imminente di un attacco armato contro i suoi Alleati». 

Le truppe russe hanno conquistato i villaggi di Netaylovo e Ivanovka

Le truppe russe hanno conquistato il villaggio di Netaylovo, nella regione ucraina di Donetsk, e quello di Ivanovka, nella regione di Kharkiv. Lo ha reso noto il ministero della Difesa di Mosca.

Stoltenberg: sull'uso delle armi decidono i singoli Paesi

«Spetta agli Alleati decidere sulle restrizioni» all'uso delle «armi consegnate all'Ucraina. Questa non è una decisione della Nato, è una decisione presa dai singoli alleati», che finora «hanno preso decisioni diverse». Lo ha detto il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, in conferenza stampa a Sofia. «Il mio messaggio è che penso che sia giunto il momento di considerare alcune delle restrizioni» all'uso delle armi da parte di Kiev, «perché l'Ucraina ha diritto all'autodifesa» e, «secondo il diritto internazionale, questo include il diritto di colpire obiettivi militari legittimi al di fuori dell'Ucraina», ha evidenziato.

Stoltenberg insiste: Kiev ha le mani legate sulle armi

«L'Ucraina ha le mani legate a causa delle restrizioni all'uso delle armi» fornite dall'Occidente. E' quanto ha sottolineato il segretario generale Jens Stoltenberg in una conferenza stampa a Sofia a margine della sessione di primavera dell'Assembla parlamentare dell'Alleanza. 

Stoltenberg, sull'uso delle armi decidono i singoli Paesi

«Spetta agli Alleati decidere sulle restrizioni» all'uso delle «armi consegnate all'Ucraina. Questa non è una decisione della Nato, è una decisione presa dai singoli alleati», che finora «hanno preso decisioni diverse». Lo ha detto il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, in conferenza stampa a Sofia. «Il mio messaggio è che penso che sia giunto il momento di considerare alcune delle restrizioni» all'uso delle armi da parte di Kiev, «perché l'Ucraina ha diritto all'autodifesa» e, «secondo il diritto internazionale, questo include il diritto di colpire obiettivi militari legittimi al di fuori dell'Ucraina», ha evidenziato.

Stoltenberg insiste, "Kiev ha le mani legate sulle armi"

L'Ucraina ha le mani legate a causa delle restrizioni all'uso delle armi» fornite dall'Occidente. E' quanto ha sottolineato il segretario generale Jens Stoltenberg in una conferenza stampa a Sofia a margine della sessione di primavera dell'Assembla parlamentare dell'Alleanza.

Crosetto: da Macron parole che creano panne montate

«In alcuni momenti, alcuni leader, soprattutto sotto elezioni, penso a Macron, parlano delle loro idee senza averle confrontate e poi si creano queste panne montate dalle quali è poi difficile uscire. Noi dovremmo essere compatti. Noi e la Nato abbiamo dato dei caveat chiari, e mai nessuno ha pensato di intervenire» nella guerra in Ucraina. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, a SkyTg24 Live in Milano sull'ipotesi di intervento di truppe della Nato in Ucraina.

Lituania: le armi vanno usate come vuole Kiev, così si ferma la Russia

«Il modo giusto per reagire all'aggressione russa in Ucraina, e anche nei nostri Paesi, è sostenere l'Ucraina, cosicché possano usare le armi che già possiedono nel modo in cui hanno bisogno di usarle. È così che si previene l'escalation, permettendo all'Ucraina di contrattaccare e di vincere la guerra. È così che si ferma la Russia». Lo dice il ministro degli Esteri lituano Gabrielius Landsbergis, a Bruxelles a margine del Consiglio Esteri. «Il problema più grande che dobbiamo risolvere - aggiunge - è la nostra paura. Temiamo quello che la Russia potrebbe pensare e come potrebbe reagire, e la nostra paura sembra un invito ad agire con maggior forza in Ucraina, con attacchi spietati contro obiettivi civili. Supermercati distrutti, bambini, donne, vittime innocenti uccise. Ma è anche un invito ad agire nei nostri Paesi: parliamo dell'attività ibrida nella regione baltica, in Polonia e in altri Paesi».

Lituania: Mosca pensa ad attentati dentro i Paesi Nato

«Sappiamo che la Russia vuole organizzare attentati terroristici all'interno di Paesi Nato: si reagisce aiutando l'Ucraina a vincere la guerra, questo è il modo di fermare la Russia, abbandonando la nostra paura di reagire contro Mosca». Lo ha detto il ministro degli Esteri lituano Gabrielius Landsbergis arrivando al Consiglio Esteri Ue.

Record del drone ucraino: 1.800 km per colpire radar russo

Un drone della direzione principale dell'intelligence militare ucraina ha attaccato la stazione radar di rilevamento di bersagli a lungo raggio Voronezh M situata nella città di Orsk, nella regione russa di Orenburg, dopo aver percorso oltre 1.800 chilometri. Lo riporta l'Ukrainska Pravda citando una fonte dell'intelligence di Kiev. «Il drone ucraino ha coperto una distanza di oltre 1.800 chilometri verso un obiettivo nemico, stabilendo un nuovo record per il raggio di distruzione dei droni kamikaze».

Macron: valuteremo tutti gli scenari di pace per l'Ucraina

Francia e Germania esamineranno tutti gli scenari di pace per l'Ucraina e il sostegno a Kiev in una prossima riunione del Consiglio di difesa e sicurezza franco-tedesco. Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron dopo i colloqui con il suo omologo tedesco, Frank-Walter Steinmeier, a Berlino. «Nella prossima riunione congiunta del Consiglio di difesa e sicurezza discuteremo dell'ulteriore assistenza all' Ucraina per la sua resistenza, il suo armamento, per il sostegno, la formazione, nonché nella per preparazione per qualsiasi scenario per la costruzione di una pace duratura, in altre parole, una pace basata sul rispetto del diritto internazionale», ha affermato Macron. «Oggi essere dalla parte della pace significa dare potere alla legge. La pace non è capitolazione. La pace non è un rifiuto di principio. La pace è la capacità di un Paese di difendere i propri confini e la propria sovranità, nonché la capacità internazionale di costruire un sistema duraturo. Questo è il campo che abbiamo scelto. Questo è il campo del diritto a prospettive a lungo termine», ha aggiunto il presidente francese.

 

Kiev: intensi combattimenti a Kupiansk e Pokrovsk

Intensi combattimenti si sono verificati nelle ultime 24 ore nell' Ucraina orientale, soprattutto nei pressi della cittadine di Kupiansk e Pokrovsk. In tutto sono stati registrati 95 scontri armati. Lo scrive su Facebook lo Stato maggiore delle forze armate ucraine facendo il punto sulla situazione dell'invasione russa. «L' aggressore russo - si legge - sta cercando di sfruttare la sua superiorità in termini di personale, equipaggiamento e supporto aereo. I soldati ucraini stanno reagendo e in alcune aree stanno conducendo efficaci operazioni d'assalto per migliorare la stabilità della difesa e ripristinare le posizioni». In dettaglio i russi hanno lanciato quattro attacchi missilistici sul territorio dell' Ucraina, utilizzando 14 missili, e 46 attacchi aerei con 69 aerei da combattimento. Inoltre hanno utilizzato 311 droni kamikaze.

Guerra in Ucraina, le notizie di oggi 27 maggio.

Kharkhiv, raid russo con bombe Kab su megastore. Zelensky: «All'interno almeno 200 persone»

Ultimo aggiornamento: 15:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA