Diabete, insulina un volta a settimana. In un anno si passa da 365 iniezioni a 52

L’Agenzia dei Medicinali Europei ha approvato il primo farmaco somministrabile ogni sette giorni: ora tocca all’Aifa

Mercoledì 29 Maggio 2024 di Maria Rita Montebelli
Diabete, insulina un volta a settimana. In un anno si passa da 365 iniezioni a 52

Gli esperti la considerano già una rivoluzione per le persone con diabete, quattro milioni nel nostro Paese, la prima a distanza di oltre un secolo dalla scoperta dell'insulina.

Si tratta della prima insulina a somministrazione settimanale, non ancora disponibile per i pazienti italiani.

Ma il primo grande passo è stato compiuto: l'ente regolatorio europeo (EMA) ha appena dato l'ok a Icodec, la prima insulina basale a somministrazione settimanale, che consentirà di passare da 365 iniezioni l'anno, ad appena 52, appunto una a settimana. Bisogna chiarire subito che Icodec è un analogo dell'insulina basale, che al momento le persone con diabete assumono una volta al giorno, in associazione ad altri farmaci orali o iniettivi o alle tre iniezioni di insulina "rapida" da fare in occasione dei pasti principali della giornata (colazione, pranzo, cena).

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L'EFFICACIA

Il vantaggio della riduzione delle punture riguarderà solo l'insulina basale, quella che attualmente viene fatta una volta al giorno. Questo è reso possibile dalla lunga durata d'azione (emivita) del farmaco che consente di dilazionarne la somministrazione a una sola volta a settimana. Senza un impatto sull'efficacia che resta del tutto sovrapponibile alle attuali insuline basali.
«L'introduzione dell'insulina settimanale commenta il professor Stefano Del Prato, già presidente dell'Associazione Europea per lo Studio del Diabete, - è sicuramente una possibilità in più per le persone affette da diabete, soprattutto per quelle che hanno un controllo glicemico stabile».
I primi pazienti a usufruire della nuova insulina saranno quelli europei, perché nel frattempo, dall'altra parte dell'Oceano, l'FDA non ha ancora approvato l'uso di questa insulina settimanale. Gli esperti stanno infatti ancora valutando alcuni aspetti inerenti alla sua sicurezza e efficacia, in particolare tra le persone con diabete di tipo 1.

ICODEC

Gli studi di fase 3 hanno infatti dimostrato che Icodec è più efficace dell'insulina basale giornaliera nel ridurre i livelli di glicemia, ma con un rovescio della medaglia: un importante aumento degli episodi di ipoglicemia, cioè di un pericoloso abbassamento dei livelli di glucosio nel sangue.

UN PROGRESSO

Questa insulina rappresenta sicuramente un progresso nel campo della terapia del diabete, ma non è certo la panacea. È un nuovo moderno strumento di trattamento che la ricerca mette a disposizione dei pazienti, ma spetterà ai medici selezionare accuratamente quelli per i quali appare più indicata. Certamente, ridurre in maniera così importante il numero delle iniezioni rappresenta un vantaggio per i pazienti e potrebbe migliorare l'aderenza alla terapia. "Dimenticare" di fare l'iniezione di insulina può infatti portare ad una serie di gravi complicanze. La riduzione del numero delle iniezioni potrebbe spiegare anche perché le persone trattate con questo farmaco negli studi hanno mostrato un controllo glicemico leggermente migliore a quelle trattate con le insuline basali giornaliere.

IL RITARDO

«La frequenza delle iniezioni di insulina commenta Riccardo Candido, Presidente dell'Associazione Medici Diabetologi e della Federazione delle Società Scientifiche di Diabetologia - è sempre stata una delle cause dell'annoso problema dell'inerzia terapeutica in diabetologia, spesso dovuta al fatto che medici e pazienti ritardano l'avvio della terapia insulinica, preoccupati della complessità del percorso di cura». Le statistiche dimostrano che metà delle persone con diabete che avrebbero necessità di iniziare una terapia insulinica, la posticipano di oltre due anni, con ripercussioni sul controllo glicemico e sulle complicanze del diabete. La semplificazione dello schema terapeutico potrebbe cancellare questa inerzia, migliorando al contempo l'aderenza alla terapia. E la strada del progresso sembra comunque segnata.

I RISULTATI

Oltre a Icodec, messa a punto dalla danese Novo Nordisk, anche l'americana Eli Lilly sta lavorando ad un'insulina settimanale, la efsitora e la scorsa settimana ha annunciato che gli studi di fase 3 su pazienti adulti con diabete di tipo 2 hanno dato risultati positivi. «L'auspicio è che adesso gli enti regolatori nazionali, a partire dall'Aifa, l'Agenzia del farmaco in Italia conclude il professor Candido - si adoperino per garantire in tempi rapidi la disponibilità di questo nuovo farmaco, che può consentire un percorso di cura con insulina più semplice e più efficace e quindi, in definitiva, più salute e miglior qualità di vita per le persone con diabete».

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Ultimo aggiornamento: 10:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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