Armi contro la Russia, si allarga il fronte del sì. Borrell: caduti i veti. Macron: autorizzare Kiev a colpire le basi di Mosca

Si allarga il fronte del sì. Borrell: «Alcuni Paesi hanno fatto cadere il veto». E Putin minaccia «conseguenze»

Mercoledì 29 Maggio 2024 di Francesca Pierantozzi
Armi contro la Russia, si allarga il fronte del sì. Borrell: caduti i veti. Macron: autorizzare Kiev a colpire le basi di Mosca

«L’Ucraina deve poter colpire obiettivi militari russi con le armi fornite dagli occidentali»: Emmanuel Macron lo ha già detto più volte, la linea rossa fissata dagli alleati deve saltare, l’Ucraina «deve potersi difendere». Ieri lo ha però ripetuto in un momento importante, a Berlino, al terzo giorno della sua visita di Stato in Germania, e accanto ad uno dei suoi partner più reticenti, il cancelliere Olaf Scholz. Che, accogliendo Macron, sembra cominciare ad accogliere anche una posizione meno cauta e più interventista.

POSIZIONI DIVERSE

Se la Francia è pronta a inviare istruttori militari (notizia cominciata a circolare ieri e definita dal presidente francese un’incauta comunicazione, ma non smentita) e a modificare la dottrina della deterrenza nucleare, la Germania potrebbe alzare il livello dell’intervento aumentando gli aiuti all’Ucraina e rafforzando la fornitura del sistema di difesa antiaerea. Mentre Macron e Scholz parlavano al castello di Meseberg, sede del governo tedesco, quasi nello stesso momento, da Bruxelles, sono arrivati anche i moniti ai prudenti dell’Alto Rappresentante Ue per la politica Estera Josep Borrell. Davanti ai 27 uniti per il Consiglio della Difesa, Borrell ha esortato a «rimuovere le restrizioni» come hanno cominciato a fare «alcuni stati membri».

In Belgio era di passaggio anche il presidente ucraino Zelensky, venuto a firmare un trattato di assistenza militare con il premier De Croo: «I russi ci bombardano, avanzano a Kharkiv, noi arretriamo perché non possiamo rispondere ed è ingiusto». A Berlino Macron ha preso il tempo di ripetere la necessità di alzare il livello di aiuti all’Ucraina come martella ormai a ritmo settimanale dalla conferenza internazionale di Parigi del 26 febbraio. «Dobbiamo consentire a Kiev di neutralizzare i siti militari russi da cui vengono tirati i missili, i siti da cui parte l’aggressione all’Ucraina», ha detto Macron vicino a Scholz che ha anche leggermente annuito.

«Ma non dobbiamo – ha precisato Macron – permettere che vengano colpiti altri obiettivi in Russia, né tantomeno, ovviamente, obiettivi civili». Scholz che all’ipotesi di inviare truppe di terra in Ucraina aveva inizialmente opposto un secco nein, ieri ha usato toni più vaghi e mostrato evidenti segnali di apertura: «La più alta priorità è sostenere l’Ucraina in forze. Abbiamo promesso che lo faremo tanto a lungo quanto necessario. Emmanuel e io siamo d’accordo sul fatto che si debba portare questo sostegno a un nuovo livello». Il cancelliere ha parlato di “consultazioni” per «dare accesso all’Ucraina a ulteriori risorse finanziarie» nell’ambito del G7.

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LE POSIZIONI INTERNAZIONALI

Il dibattito sull’uso sul suolo russo delle armi occidentali fornite all’Ucraina agita non solo le capitali europee, ma anche Washington. «Se diciamo agli Ucraini che non hanno il diritto di colpire i siti da cui sono tirati i missili, è come se dicessimo loro: vi forniamo le armi ma non potete difendervi», ha incalzato Macron. «Non vogliamo nessuna escalade – ha dichiarato ancora una volta il presidente francese da Berlino – quello che però è cambiato è che la Russia ha adattato le sue pratiche attaccando ormai l’Ucraina dal suo territorio». Come fanno gli inglesi da settimane (riferendosi alle forniture di loro missili a media e lunga gittata agli ucraini) anche Scholz ha evocato ieri le norme del diritto internazionale: «l’Ucraina ha tutto il diritto di farlo: dobbiamo dirlo tutti chiaramente, se è attaccata deve potersi difendere».

LE REAZIONI ITALIANE

I toni e le posizioni più interventiste in arrivo questa volta da Berlino e da Bruxelles hanno provocato diverse reazioni del governo italiano. Matteo Salvini ha definito Borrell «un bombarolo» mentre Giuseppe Conte lo ha accusato di voler portare l’Europa «verso la Terza Guerra Mondiale, come Macron». Il ministro degli Esteri e leader di Forza Italia Antonio Tajani ha ricordato che la posizione dell’Italia «è diversa» e non prevede «l’uso di materiale militare italiano fuori dai confini dell’Ucraina». I 27 sono ancora lontani dal convergere su una posizione comune. Senza contare che le linee sono mobili e non sempre annunciate pubblicamente a colpi di dichiarazioni. Se la Francia sembra sempre più vicina alla Polonia e ai partner europei dell’est, i nordici (Olanda e Danimarca, ad esempio) appaiono più vicini alla Gran Bretagna. Resta da vedere come si muoveranno gli Usa, se evolveranno come Berlino.

IL CREMLINO MINACCIA

Nell’attesa, non è mancata la pronta reazione di Vladimir Putin.

Il presidente russo ha minacciato “gravi conseguenze “in caso di uso di armi occidentali contro il territorio ursso. «In Europa, in particolare i paesi più piccoli, farebbero meglio a riflettere bene al gioco a cui stanno giocando – ha detto Putin durante una conferenza stampa a Tashkent, in Uzbekistan – Non devono dimenticare che sono paesi con un territorio esiguo e una popolazione molto densa. Questo fattore è serio e devono pensarci prima di parlare di colpire il territorio russo». Rispondendo indirettamente a Macron, Putin ha assicurato che se armi occidentali cominciano a colpire obiettivi russi in territorio russo, un’escalation del conflitto è sicura: “anche se sono i militari ucraini a procedere agli attacchi, questi sono preparati grazie agli occidentali che forniscono le armi”. Dura la reazione di Putin anche alla notizia che la Francia sarebbe pronta a inviare degli istruttori militari per formare le forze ucraine. La notizia, diffusa dal capo di stato maggiore ucraino, non è stata confermata, ma nemmeno smentita, dai francesi, che si sono limitati a dire che l’iniziativa “è allo studio”. “Non farò commenti su queste comunicazioni non coordinate e infelici” ha detto ieri Macron. Più netto Putin, secondo il quale dei suoi “informatori” avrebbero assicurato che questi “istruttori francesi” si trovano già in territorio ucraino “sotto l’apparenza di mercenari”.

Ultimo aggiornamento: 12:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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