Ghali parla del tumore della mamma: «Quando ha sconfitto il cancro al seno si è accesa una luce»

Il cantante è ospite al teatro Manzoni di Milano all'incontro dell'Istituto europeo di oncologia "Ieo per le donne 2024"

Venerdì 24 Maggio 2024
Ghali: «Quando mamma ha sconfitto il cancro si è accesa una luce»

Una dura malattia, superata due volte, a distanza di anni, quella della mamma di Ghali, il rapper milanese 31enne, ospite oggi al teatro Manzoni di Milano in occasione dell'incontro dell'Istituto europeo di oncologia "Ieo con le donne 2024". L'ente, dopo il primo evento voluto dall'oncologo Umberto Veronesi, organizza un incontro annuale per far dialogare pazienti o ex pazienti con cancro al seno e medici.

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Il discorso dell'artista: la scoperta della malattia

«Tutto bene, mamma è qui con noi». Esordisce così Ghali, visibilmente emozionato, sul palco del Teatro Manzoni di Milano parlando della madre Amel, seduta in prima fila. È un modo per il rapper per esorcizzare «l'emozione», spiega, dichiarando subito i suoi sentimenti. Quando parla del cancro al seno che la mamma ha dovuto affrontare si riferisce a «quella cosa che è successa». «Ho attraversato "questa cosa" per la prima volta nel 2001 e la chemioterapia a quel tempo era massacrante. 

La malattia di Amel è arrivata quando Ghali frequentava le scuole elementari. «Io penso che un bambino non possa sapere di cosa si tratti finché non succede» che la malattia, un cancro, incrocia la tua strada. «Non è una cosa che esiste nella fantasia, nella testa di un bambino, è quasi da non crederci.

E quindi ho dovuto fare conti con una delle prime tristi realtà della mia vita». E il rapper ripensa a lui bambino. «A quell'età sono stato scosso da tanti traumi - dice il rapper che oltre alla malattia dovette abbandonare anche la propria casa - Ci avevano sfrattati, non avevamo casa.

La luce dopo la sconfitta della malattia

Ma è stato assurdo come, appena superato, tutto è migliorato. È entrata una luce nella nostra vita - dice il cantante -. Ci hanno dato la casa, ho iniziato a vivere nel quartiere che poi mi ha cresciuto e che ci ha dato tanta creatività e tanta forza: Baggio, il mio quartiere. È entrata la fede, ho iniziato a credere tantissimo in Dio. Mi si è accesa la passione per la musica. Ne siamo usciti alla grande».

Il ritorno del cancro durante la pandemia

Poi, però, continua Ghali, «durante il Covid la malattia è tornata». Però ce la siamo vissuta in una maniera completamente diversa. Fin da subito all'Ieo ci siamo sentiti protetti. I dottori trasmettevano una sicurezza, una forza incredibile. Ed è andata molto più liscia rispetto alla prima volta. E la vita è migliorata di nuovo. Erano altri tempi, altre cure, anche un altro momento per me e lei. Ma, una volta superato, è cambiato tutto in meglio. Sono cambiate tante cose in me, in noi, nella nostra vita».

Ghali: «Con mamma ridevamo della parrucca»

Nonostante tutto ho dei bei ricordi, anche simpatici. Ho dei ricordi forti d'amore - aggiunge il rapper -. E ne racconta alcuni: «Io e mia mamma andavamo a trovare mio padre in carcere, lei aveva la parrucca e riusciva a nasconderlo talmente bene, le prime volte, che lui non se ne accorgeva. E noi andando ci fermavamo nei parcheggi, perché lei doveva grattarsi la testa, le prudeva perché aveva perso tutti i capelli. Ci fermavamo e ridevamo di questa cosa, lei tantissimo. È stata fortissima».

 

 

La sofferenza che ha cambiato la vita in meglio

«Ricordo che in quel periodo ho guardato tantissimi cartoni animati. Tipo 'Holly e Benji'. Uscivo da scuola, andavo con la mia mamma, da lei in ospedale. In quel momento non c'erano tanti amici. È stato un periodo che mi ha sbloccato la creatività. Ho capito cosa volevo fare nella vita. E ho scoperto le diversità che ci sono tra di noi. Ho compreso tante cose». 

«Non voglio dire grazie a questa sfortuna, però Dio è grande ed è come se le cose poi hanno preso la giusta direzione», ragiona. «È un argomento molto delicato, non vorrei dire che certe cose succedono per un motivo - continua - Però è assurdo quanto la forza che nasce dopo un evento del genere sia determinante per la vita e possa cambiare la vita in meglio, in positivo, su tanti aspetti».

La fiducia nella ricerca

«Abbiamo avuto la fortuna di essere seguiti da dei dottori incredibili e fantastici che ci hanno salvato ancora una volta. «ll cancro è sempre più curabile, - dice il rapper ripetendo il messaggio lanciato dai medici - è un male ma non è come quello di 20 anni fa, grazie alla ricerca» aggiunge. «I medici mi hanno salvato».

Le amiche della mamma che andavano a prendere a scuola

Poi Ghali ripensa a chi gli è stato vicino «Le amiche di mia mamma che in quel momento c'erano e che mi hanno tenuto compagnia, che venivano a prendermi alle elementari per portarmi in ospedale da lei sono state la mia salvezza».

«Mia madre ha sempre avuto tanti amici gay. E ho conosciuto bene questo suo amico, che si occupava di me tantissimo. Dormivo da lui e mi faceva anche un po' da mamma, mi portava a scuola, andava a lavorare, poi dopo scuola mi veniva a prendere e mi portava da mia mamma».

Una canzone su questa esperienza? «Forse»

«Se ci scriverò una canzone? Questa cosa qui è come se l'avessi vissuta io e per andare a riaprirla c'è bisogno di una certa maturità. Forse adesso sono pronto. Oggi è la prima volta in assoluto che affronto una cosa del genere parlandone così davanti a delle persone. E magari chissà, anche nella mia arte, nella musica, riuscirò ad affrontare questa cosa».

Ultimo aggiornamento: 27 Maggio, 10:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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